Euro 2016 in 10 punti

  • BELLO MA NON TROPPO

Sicuramente si può dire che questo Europeo abbia avuto i suoi alti e bassi ma, guardando qualche dato, emerge il basso tasso di spettacolarità della manifestazione. Su 51 partite disputate infatti, ben 15 sono terminate con un pari nei primi 90’ (30%) e addirittura 34 con un Under 2,5 (70%). I gol totali messi a segno sono 106 (104 nei ’90) per una media di 2 a match, segno che ad aver la meglio sono state le squadre con un’ottima organizzazione difensiva a scapito delle corazzate.

  • LA SQUADRA DI ‘SCARSONI’ E IL SUO BRILLANTE CT

    Fernando Santos è i suoi giocatori festeggiano l'Europeo appena vinto. Fonte immagine: www.skysports.com
    Fernando Santos è i suoi giocatori festeggiano l’Europeo appena vinto.<br />Fonte immagine: www.skysports.com

Non si contano le volte in cui il Portogallo è stato spacciato – ingiustamente – per una squadra di ‘bidoni’ trascinata dal solo CR7, eppure ha vinto e lo ha fatto nonostante l’assenza in finale del suo top player. Tra i protagonisti dell’impresa impossibile non menzionare Fernando Santos , mente e guida dei lusitani, ma anche Raphael Guerreiro, Renato Sanches, João Mário, André Gomes e William Carvalho, giocatori giovani che promettono moltissimo per il futuro, oltre ad aver disputato un Europeo da favola. Menzione finale anche per Pepe e Rui Patricio, non più giovanissimi ma veri salvatori della patria, capaci di arginare ogni tentativo avversario.

  • PALLA A RONALDO

È vero, in finale non è praticamente sceso in campo ma i motivi per festeggiare non mancano. Innanzitutto ha preso parte ad un’impresa storica, il Portogallo infatti non aveva mai vinto alcun trofeo, in secondo luogo si può dire che ha ipotecato il pallone d’oro con la vittoria di entrambe le manifestazioni europee (Champions League ed Europeo), infine può contare finalmente su qualcosa di veramente pesante nel confronto che lo vede contrapposto a Lionel Messi, mica male.

Cristiano Ronaldo esulta, seppur dolorante, per la storica vittoria. Fonte immagine: telegraph.co.uk
Cristiano Ronaldo esulta, seppur dolorante, per la storica vittoria.
Fonte immagine: telegraph.co.uk
  • IL BEFFARDO 2016 DI GRIEZMANN

    Uno sconsolato Griezmann in lacrime, per lui si tratta della seconda finale europea persa nel 2016. Fonte immagine: independent.ie
    Uno sconsolato Griezmann in lacrime, per lui si tratta della seconda finale europea persa nel 2016.
    Fonte immagine: independent.ie

È stato il vero protagonista e trascinatore della propria squadra sia in Champions League che nell’Europeo di casa, eppure una stagione da sogno che poteva culminare col trionfo in patria e il Pallone d’oro, si è trasformata in un vero incubo incarnato da due finali su due perse. Avrà certo modo di consolarsi ma dispiace rivederlo in lacrime a pochi mesi da un’altra cocente sconfitta, probabilmente avrebbe meritato entrambe ma si sa che il destino a volte gioca brutti scherzi e le Petit Diable ne ha avuto una bella dimostrazione quest’anno.

  • QUEL MALEDETTO PALO

Se dev’esser dura per Griezmann immaginate quanto lo possa essere per Gignac che, entrato da pochi minuti, si è visto negare la gioia dal palo al 90’ dopo aver ‘messo a sedere’ i due migliori portoghesi della serata, Pepe e Rui Patricio. Per pochissimi millimetri l’ariete francese non è riuscito a regalare un successo casalingo che i transalpini ormai pregustavano e attendevano, il rimorso – per quanto l’ex giocatore dell’OM sia assolutamente incolpevole – probabilmente gli toglierà il sonno per un bel po’ e la cosa è chiaramente comprensibile.

  • . TROPPO PRESTO

Chissà che questa finale non possa essere stata d’insegnamento a tutte le squadre che, come la Francia, esultano un po’ troppo anticipatamente. Va bene essere sicuri dei propri mezzi ma spacciarsi per Campioni di Europa con una finale da giocare è una vera e propria spacconeria che rischia di risultare offensiva nei confronti degli avversari e soprattutto, può far fare certe magre figure in caso di sconfitta, come avvenuto in questo caso.

Il pullman 'incriminato', magari la prossima volta sarebbe meglio evitare. Fonte immagine: www.dailymail.co.uk
Il pullman ‘incriminato’, magari la prossima volta sarebbe meglio evitare.
Fonte immagine: www.dailymail.co.uk
  • DANNATI RIGORI

E qui si parla ovviamente della nostra nazionale, più specificamente di Italia – Germania. Non è tanto il risultato in sé – con la conseguente eliminazione nonché la prima ‘sconfitta’ azzurra contro gli storici rivali – a far male, quanto piuttosto le conseguenze dell’esito. Il fantastico cammino fatto sin lì, le grandi partite disputate ed il cuore mostrato da un gruppo dato per perdente da chiunque sono finiti immediatamente nel dimenticatoio lasciando spazio alle polemiche da quattro soldi. Così Euro 2016 sarà ricordato nel belpaese come “L’Europeo dei rigori di Zaza e Pellé” piuttosto che quello della piccola grande Italia che avevamo visto tutti sino a quei fatidici momenti, un vero peccato.

L'immagine che, purtroppo, riassumerà negli anni a venire l'Europeo dell'Italia. Fonte immagine: www.vanityfair.it
L’immagine che, purtroppo, riassumerà negli anni a venire l’Europeo dell’Italia.
Fonte immagine: www.vanityfair.it
  • LE CENERENTOLE DI FRANCIA 2016

Sono state le vere protagoniste di questa manifestazione, vuoi per i risultati ottenuti vuoi per il calore dei tifosi e il cuore messo in campo dai giocatori, non affezionarsi a qualcuna di queste era impossibile per ogni tifoso e ci si può solo levare il cappello di fronte al loro cammino. Di quali squadre si tratta? Del Galles ovviamente, arrivato in semifinale alla prima partecipazione grazie a un incredibile gioco di squadra, dell’Islanda, ‘la piccola per eccellenza’ arrivata ai quarti da debuttante e trascinata da un tifo incredibile, di Irlanda e Irlanda del Nord, capaci di centrare una storica qualificazione agli ottavi (per la seconda si trattava del primo Europeo della sua storia) ma anche di Ungheria, Slovacchia ed Albania che ci hanno fatto sognare grazie alle storie dei loro giocatori (come non menzionare Kiraly e i fratelli Xhaka) e i loro fantastici supporters, le vere vincitrici dell’Europeo sono loro.

  • IL BELLO E IL BRUTTO DEL TIFO

A proposito di tifosi, durante questa competizione abbiamo potuto assistere ad entrambi i lati del tifo, quello migliore e quello peggiore. Siamo passati infatti dai ripetuti scontri tra Hooligans inglesi e russi, dalle invasioni di campo, dall’introduzione di oggetti pericolosi negli stadi alle meravigliose gesta dei tifosi irlandesi, ai cori/tormentoni dei ‘cugini’, al tifo incredibile da veri ‘dodicesimi uomini’ di islandesi e albanesi, al bellissimo gesto del piccolo tifoso portoghese che consola un ragazzo francese in lacrime dopo la finale. Insomma, fortunatamente ha prevalso la natura migliore, certamente il calcio ne guadagnerebbe solamente se i fans di tutto il mondo regalassero sempre momenti così piuttosto che caos e polemiche, come invece avviene ben più frequentemente.

  • FLOP EUROPEI

Come non menzionare le vere delusioni di questo Europeo, squadre arrivate in Francia con un carico di aspettative bello pesante puntualmente disatteso o comunque autrici di una prestazione inferiore rispetto ai pronostici della vigilia, quali sono, dunque, questi flop europei? Beh, innanzitutto l’Inghilterra, la squadra di Hodgson era una delle favorite prima di incorrere in una ingloriosa eliminazione agli ottavi da parte dell’Islanda. Poi troviamo il Belgio, gli uomini di Wilmots erano anche loro tra i più attesi ma sono stati eliminati dal Galles dopo essere stati ridimensionati dall’Italia nel girone. Un’altra big deludente è la Spagna, tutt’altro che entusiasmante nella fase a gironi, pressoché inesistente nell’ottavo di finale contro l’Italia. Infine menzioni speciali per Austria, Russia, Svezia e Ucraina che col materiale umano a disposizione qualcosina in più potevano farla, soprattutto considerando la loro eliminazione a favore di squadre meno quotate.

Un incredulo Lallana al termine dell'impronosticabile sconfitta contro l'Islanda. Fonte immagine: www.mirror.co.uk
Un incredulo Lallana al termine dell’impronosticabile sconfitta contro l’Islanda.
Fonte immagine: www.mirror.co.uk

Riccardo Cappelli

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